Il
territorio
di
Casavatore
è stato
popolato
sin
dall'epoca
romana e
faceva
parte
del
territorio
dell'antica
città di
Atella.
Prove
della
presenza
romana
nel
territorio
sono la
centuriazione
dei
Gracchi
(Ager
Campanus
I, circa
133 a.C.)
e la
centuriazione
di epoca
augustea
(Acerrae-Atella
I)[2]. A
ulteriore
conferma
si
indica
il
ritrovamento
nel 1975
di un
gruppo
di tombe
romane
durante
la
costruzione
di un
plesso
scolastico,
e il
recupero
da parte
della
Guardia
di
Finanza
nel
1963, di
oggetti
di epoca
romana
(dogli o
dolii)
durante
un
tentativo
di
trafugazione[3].
È
durante
il
medioevo
che il
centro
contadino
di
Casavatore
acquisce
il
proprio
nome e
la
propria
identità;
nel 1308
infatti
è citato
esplicitamente
il nome
"Casavatore"
(Presbiter
Angelus
de
Casavatore
pro
beneficiis
suis tar.
I.)[4].
Altre
riferimenti
che
sembrano
rimandare
a
Casavatore
risalgono
al 1190
(terre
site in
loco
Casavito
prope
Neapolis)
e al
1298
(sita ad
Salvatorem);
queste
due
fonti
inoltre
danno lo
spunto
anche
per
capire
l'etimologia
stessa
di
Casavatore;
la
prima,
infatti,
farrebbe
pensare
a una
derivazione
etimologica
da ‘Casa
Vittore’.
La
statua
del
Giovanni
Battista,
Giovanni
ColomboLa
seconda
citazione
spinge
verso
l'ipotesi
filologicamente
più
corretta:
la
dedica
della
chiesa
parrocchiale
a S.
Giovanni
Battista,
battezzatore
e quindi
salvatore
di
anime,
avrebbe
dato il
nome al
casale;
Casa
baptizatoris
oppure,
meglio,
Casa ad
Salvatorem
da cui
il nome
attuale,
dal
quale
sarebbe
tratta
la
'terra
sita ad
Salvatorem.
Se
ipotizziamo
quindi
che la
dizione
popolare
originaria
fosse
Casa ad
Salvatorem,
da
questa è
facile
ipotizzare
il
passaggio
a 'Casa
Salvatore'
e infine
a
Casavatore'
per la
caduta
della
doppia
sillaba
sa, per
eufonia,
e della
l[5].
C'è da
notare,
tuttavia,
che
Lorenzo
Giustiniani,
riferisce
che
l'antico
nome di
Casavatore,
fosse
Casabuttore[6].
Nel 1678
furono
messi in
vendita
alcuni
casali
del
contrado
napoletano,
tra cui
Casavatore;
i
locali,
tuttavia,
pagarono
un
riscatto
di 2000
ducati
per non
essere
infeudati.
Ventuno
anni
dopo,
nel
1699,
gli
abitanti
di
Casavatore
commissionarono
a
Giacomo
Colombo,
artista
rinomato
del Sud
Italia,
una
statua
lignea
dedicata
al loro
santo
protettore[7].
Durante
le
conquiste
napoleoniche
e il
successivo
regno di
Murat,
Casavatore
fu unito
al
comune
di
Casoria,
dove vi
rimase
come
frazione
fino
alla
fine
della
seconda
guerra
mondiale[8].
Il 30
luglio
1946,
con
decreto
legislativo
luogotenenziale
28 del
28
giugno
1946 del
Presidente
del
Consiglio
dei
Ministri
dell'epoca,
Alcide
De
Gasperi,
il
comune
ricevette
l'autonomia,
affrancandosi
da
Casoria.
A metà
degli
anni '50
il
comune
era
ancora
prevalentemente
a
sussistenza
agricola
e
composto
da
poderi,
ma negli
anni del
Boom
economico
cambiò
il suo
aspetto
diventando
parte
del
famoso
triangolo
industriale
del nord
napoletano
insieme
a i
comuni
di
Arzano e
Casoria,
favorendo
nel
contempo
l'urbanizzazione
del
territorio,
compreso
il
quartiere
denominato
informalmente
Parco
delle
Acacie
connurbato
totalmente
oggi al
comune
di
Napoli.
Negli
anni, a
seguito
del
declino
economico
nel
mezzoggiorno,
la
presenza
industriale
si è
ridimensionata
in
favore
di
un'economia
terziaria,
in
particolare
commerciale
e il
comune è
diventato,
anche
grazie
alle
modeste
dimensioni,
un polo
residenziale
connurbato
ai
comuni
limitrofi.
Il
comune,
come
altri
comuni
del
napoletano,
ha visto
crescere
negli
anni la
presenza
delle
attività
criminali






