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LE STRUTTURE RICETTIVE DI
NAPOLI E PROVINCIA |
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I primi insediamenti
nell'area sono
antichissimi. Il Comune
di San Gennaro Vesuviano
occupa il sito della
Pianura Campana
(anticamente conosciuto
col nome di Planum
Palmae), oggi meglio
noto come il Piano,
delimitato dal Monte
Vesuvio e dal Monte
Sant'Angelo. Il Piano
rappresenta quasi un
naturale collegamento
geologico tra l'agro
nocerino sarnese e
l'agro nolano. Recenti
rinvenimenti
archeologici hanno
permesso di datare
alcuni insediamenti
nella piena Età del
Bronzo, intorno al 2000
a.C., quando
un'improvvisa eruzione
del Vesuvio devastò le
comunità presenti
nell'area. Per vari
secoli l'intera zona,
ricoperta da una fitta
vegetazione, è rimasta
del tutto disabitata ed
ha costitutio al più
un'occasionale
destinazione di caccia
per gli abitanti dei
primitivi centri
limitrofi. Solo secoli
dopo, nuove popolazioni
cominciarono lentamente
ad insediarsi
nuovamente. Nel 1631,
con rogito stilato dalla
curia vescovile di Nola
dal Notaio Galeota,
Scipione Pignatelli,
conte di San Valentino e
marchese di Lauro, fa
una ricca donazione al
Vescovo di Nola,
monsignor Fabrizio Gallo
a favore dei Padri
Minori Riformatori di
San Francesco. Il
marchese istituì anche
la Fiera che ancora
annualmente si tiene. La
donazione ai Frati
Francescani, consisteva
tra l'altro, di
appezzamento di terreno,
nell'allora territorio
di Palma Nolana, oggi
Palma Campania, per la
creazione di un convento
e di una piccola
comunità annessa. Il
nucleo abitato intorno a
Cavallerizza e Convento
crebbe fino a diventare,
prima quartiere di Palma
Nolana, poi, dal 1841,
autonomo comune per
decreto di Ferdinando II
di Borbone.
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fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/San_Gennaro_Vesuviano
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