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LE STRUTTURE RICETTIVE DI
NAPOLI E PROVINCIA |
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Si è spesso discusso
sulla derivazione del
toponimo Striano. Alcuni
studiosi, in passato,
sostenevano che il nome
Striano derivasse da
Istriano, termine che
indica una persona
proveniente da Istria,
in questo caso si
tratterebbe di S.
Severino, patrono della
città. Attraverso studi
e ricerche, si è poi
ipotizzato che il
toponimo avesse origine
dalla caratteristica
conformazione del
terreno, diviso in
strisce di terra che da
nord si estendevano
verso sud. Si supponeva
che esso derivasse dalla
parola latina striga-ae,
da cui si sarebbe
formato Striganum (o
Istricanum nella forma
alterata), per indicare
il luogo caratterizzato
dalle strigae. Dal
latino Striganum si
sarebbe poi passati alla
forma volgare Strigano,
in uso fino al XIII
sec., allorché avrebbe
perso la gutturale e
sarebbe diventato
definitivamente Striano.
Negli ultimi tempi però,
si è arrivati alla
conclusione che il
toponimo Striano sia di
origine romana. Nella
tavola di Velleja
infatti viene citato
unfundus histrianus.
Inoltre, secondo lo
storico Flechia i
toponimi terminanti in
“-iano” derivano da
famiglie romane che
negli ultimi anni della
Repubblica e al
principio dell'Impero si
stabilirono nei fondi
loro assegnati per
donazione, testamento o
confisca. STRIANO
ATTRAVERSO I SECOLI
Striano è centro di un '
antichissima necropoli.
Le sue prime abitazioni,
costruite con paglia e
legno, risalgono ad un
villaggio sorto nell '
et à del ferro (tra il
1000- 700 a C circa)
Tutto cio e documentato
dall ingente materiale
rinvenuto dagli scavi
archeologici che hanno
riportato alla luce
numerose tombe afossa,
nelle quali il defunto
veniva circondato da
ricchi corredi funebri I
suoi primi abitanti
furono gli Opici,
popolazioni indigene,
che introdussero la
coltivazione di cereali
e vite, seguirono poi
gli Etruschi, i Sanniti,
fino ad arrivare ai
Romani. Fu proprio
durante il periodo di
influenza sannitica che
sorsero le prime ville
rustiche, vere eproprie
aziende agricole, sparse
nelle campagne della
pianura del Sarno. Il
grande terremoto del 62
d. C. e l ' eruzione del
Vesuvio del 79 d. C.
costrinsero gli abitanti
del luogo ad abbandonare
i nostri terreni. Il
periodo immediatamente
successivo è delineato
da scarse notizie
storiche. Una comunit à
contadina torn ò a
insediarsi nella nostra
feconda terra all '
inizio del primo
millennio, dando cos ì
vita ad un piccolo
centro abitato
denominato Striano. Nel
1200, il territorio di
Striano, che faceva
parte ormai da un secolo
della Contea di Caserta,
pass ò alla Contea di
Sarno in seguito all '
arresto dei conti di
Caserta da parte dell '
Imperatore Federico 11.
Roberto I, conte di
Sarno, divenne cos ì
anche signore del Casale
di Striano: Dalla fine
del 1200 fino alla fine
del 1400 il territorio
strianese è ap.partenuto
a diversi casati e feudi
Sotto gli Orsini il
piccolo borgo di Striano
fu cinto da mura munite
di porte di accesso,
erette sulle strade che
conducevano ai paesi
confinanti Palma Sarno,
S Valentino Foce e Sylva
Mala Tali porte venivano
aperte di buon mattino
per dar modo ai
contadini di portarsi ai
campi e chiuse al calar
del sole al loro rientro
Di esse oggi ne e nmasta
solo una I Arco di San
Nicola, in via Palma. A
cavallo tra la flne del
1400 e gli inizi del
1500 nacque / ‘
Universit à della Terra
di Siriano, unacomunit à
autonoma molto simile
all ' attuale Comune,
una delle poche ad avere
statuti municipali fin
dal XV secolo, con a
capo il Sindaco e due
Eletti. Con I abolizione
della feudalita sotto il
regno di Giuseppe
Bonaparte furono creati
i Comuni, nuovi
organismi
amministrativi. L '
antica Universit à di
Striano fu divisa in due
Comuni: Striano e
Poggiomarino. Q ù est '
ultimo dalla sua
nascita, avvenuta nel
Seicento, era stato
casale strianese e
denominato Taverna
Penta. Nel 1808 i due
Comuni furono unificati
e Striano, da antico
capoluogo, divenne
dipendente del suo ex
Casale. L ' anno dopo,
riacquistata l '
autonomia, Striano
riebbe i propri
amministratori. Quando
re Ferdinando I di
Borbone stabil ì che
ogni comune del Regno
dovesse avere un
Camposanto fuori dall '
abitato, i cittadini
strianesi cominciarono a
seppellire i loro
defunti nella Chiesa di
San Severino, in attesa
della costruzione del
cimitero, che sarebbe
avvenuta nei pressi
della chiesa stessa. Nel
periodo risorgimentale
anche nellanostra
cittadina furono molti
gli à ffihiati alla
Carboneria e ai suoi
moti. Tra di essi spicca
la figura di Beniamino
Marciano, professore di
Lettere, il quale al
seguito di Garibaldi
conobbe la
rivoluzionaria di
Gallipoli, Antonietta De
Pace, che successivament
é spos ò con rito
civile. A entrambi
furono intitolate due
strade interne del
paese, che iniziano
dalla casa natia del
Marciano. Con l ' unità
d' Italia, si ebbero a
Striano molti
miglioramenti nel campo
sociale ed economico. In
questo periodo, infatti,
venne ristrutturata ed
ampliata l 'antica Casa
Comunale. Fu anche
predisposta la
conduttura dell' acqua
potabile. Il 28 dicembre
1904 fu inaugurato il
tronco ferroviario della
Circumvesuviana, San
Giuseppe - Poggiomarino
- Sarno, con trazione a
vapore. Durante la Prima
Guerra Mondiale Striano
vide molti giovani
cadere sul fronte, fra i
quali Roberto Serafino,
al quale poi è stata
intitolata una strada
cittadina. Nel 1935 il
podest à dell ' epoca,
il Dott. Giovanni D'
Anna, fece costruire un
edificio scolastico (una
scuola elementare e un
asilo infantile). Anche
la Seconda Guerra
Mondiale portò numerosi
lutti e vide la
distruzione, nel
settembre del 1943 da
parte dei tedeschi in
fuga, della Scuola
elementare, della Casa
Comunale, della Chiesa
col Campanile, della
Stazione Circumvesuviana
e di molti edifici
privati. Con l' avvento
della Repubblica si
sviluppa, oltre all '
agricoltura, l'
artigianato, il
commercio e la piccola
industria. Negli anni
Cinquanta e Sessanta,
vengono realizzate
diverse opere pubbliche
e molte strade vengono
rinnovate e pavimentate.
Il 10 ottobre del 1969
in via Poggiomarino fu
inaugurato un mercato
ortofrutticolo. Le prime
industrie meccaniche “
General Freni ” (oggi
Italian Brakes) e " Osla
Sud" negli anni
Settanta. Nello stesso
periodo nasce il
periodico Presenza,
prof. Luigi Pumpo e il
premio letterario
Primavera Strianese,
divulgazione della
medesima - rivista. In
seguito al terremoto del
i il palazzo comunale,
reso inagibile, viene
abbattuto e ricostruito
qualche anno dopo. Viene
inoltre ricostruita la
scuola materna in via
Risorgimento. Negli
ultimi anni sono stati
realizzati il restauro
della Porta Civica di
San Nicola in via Palma
e il primo lotto della
Villa Comunale in via
Risorgimento. |
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fonte:
http://www.comune.striano.na.it
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