|
Paese tipicamente
montano, Agerola vanta
antica storia.
La scoperta di anfore,
lucerne, vasi e monete
appartenenti ai primi
Cesari di Roma, nonché
tombe, abituri, cunicoli
e strade, avvalorano la
tesi che questo
villaggio fosse già noto
agli antichi Romani.
Il nome Agerola deriva,
quasi sicuramente, da
"ager", termine latino
che significa campo.
Infatti, alle sue
origini, i primi
abitanti dissodarono
piccoli campi fra le
fitte foreste che
rivestivano l'intero suo
territorio, ricavandosi,
in questo modo, una
piccola area su cui si
sviluppò nei secoli il
centro urbano.
Attualmente il paese
conserva ancora questa
caratteristica con il
territorio frazionato in
numerosi piccoli campi
ricavati operando una
sistemazione a
"terrazze" dei pendii
montani.
In età medioevale
Agerola, con le sue
cinque frazioni, fece
parte del territorio
della Repubblica di
Amalfi che si estendeva
da Ravello fino a
Positano e, con i suoi
vasti territori
boschivi, riforniva di
legname gli arsenali
della Repubblica per la
costruzione delle navi.
Si tramanda che nel 1600
i monti di Agerola
fossero infestati dai
briganti, che fra i
fitti boschi trovavano
un sicuro nascondiglio.
Nei secoli che seguirono
il Comune entrò a far
parte del Regno di
Napoli di cui seguì le
alterne vicende fino
all'unità d'Italia.
Nel Settecento Agerola
visse un periodo assai
prospero attestato anche
dalla crescita
esponenziale del numero
di abitanti. Infatti,
per effetto delle
riforme borboniche
migliorarono, con la
riduzione delle
tassazioni, le
condizioni economiche
ma, soprattutto,
scomparve quasi del
tutto il brigantaggio.
Le idee ispiratrici
della rivoluzione
francese furono accolte
dai dotti agerolesi che
vivevano a Napoli,
sicché Agerola fu il
primo paese della
provincia ad aderire
alla costituzione
democratica della
Repubblica Partenopea.
Dopo la restaurazione
del 1815 si svilupparono
anche ad Agerola le
società
|